Riflessioni sul mondo, forse banali ma senza filtro

Il fine giustifica i mezzi

Una frase che tutti conoscono, spesso attribuita a torto a Machiavelli, e che oggi sembra essere tornata di moda più che mai. È diventata una specie di passe-partout morale: la pronunci, dichiari un obiettivo “nobile” e improvvisamente tutto il resto diventa accettabile. O quantomeno tollerabile.

Se guardiamo al contesto internazionale recente, gli esempi non mancano.

Israele giustifica bombardamenti e politiche che colpiscono pesantemente la popolazione civile di Gaza con l’obiettivo dichiarato di combattere il terrorismo e riportare a casa gli ostaggi.

Gli Stati Uniti che invadono il Venezuela in nome della “lotta al narcotraffico”.

La domanda non è se gli obiettivi siano legittimi o meno. Combattere il terrorismo, liberare ostaggi, contrastare il crimine organizzato: sono tutti fini che, presi singolarmente, possono anche sembrare condivisibili; ma la domanda che dovremmo porci è un’altra: davvero il fine giustifica i mezzi?

Io credo di no.

E credo che il problema diventi enorme quando affermazioni di questo tipo passano senza una reazione chiara della comunità internazionale. Perché ogni volta che chiudiamo un occhio, stiamo creando un precedente. Un precedente che domani qualcun altro potrà usare, magari con obiettivi molto meno “presentabili”.

In fondo, non è forse su questo principio che si basa il sostegno all’Ucraina? Un Paese sovrano invaso ingiustificatamente da una potenza più forte. Se accettiamo l’idea che una superpotenza possa violare il diritto internazionale perché “ha una buona ragione”, allora quel sostegno perde di senso.

Il diritto internazionale non è un optional. Non vale “fino a un certo punto”, come ha affermato non molto tempo fa Antonio Tajani. Il diritto internazionale vale e basta. Vale quando fa comodo e vale quando non fa comodo. Anche – e forse soprattutto – quando a violarlo è una superpotenza.

Se iniziamo a tollerare queste violazioni, non dovremmo meravigliarci di vedere gli Stati Uniti di Trump invadere la Groenlandia in nome della sicurezza nazionale.

Perché, a quel punto, il messaggio sarebbe chiaro: non contano le regole, conta solo chi è abbastanza forte da infrangerle.

#USA

More Posts